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PeAcE & LoVe

...feel your groove

A' Livella - totò

"'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

 

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:

..."

 non mi pare siano cambiate "le pagliacciate" delle quali totò accusava i vivi di allora, è insito probabilmente nella natura umana vivere seguendo un comportamento che pepetua l'eternità, basterrebbe qualche istante di riflessione però per accorgersi di quanto questo sia vano...ma è davvero così difficile fermarsi un attimo ad ascoltare sè stessi e gli altri?!deduco che la risposta sia affermativa e sinceramente per quanto mi sforzi non me ne riesco a spiagare la ragione...

HAIR- ThE tribal love rock musical - RIMINI 24 APRILE



hair_testo

Hair, il musical che ha segnato la storia dello spettacolo contemporaneo per la sua dirompente trasgressività e carica innovativa lanciando un nuovo genere, l’opera-rock. 
Lo spettacolo, cantato e suonato dal vivo, è recitato in italiano da un cast di venti giovani talenti selezionati in Italia e negli Stati Uniti mentre le canzoni indimenticabili e ormai entrate nella storia della musica come Aquarious, Ain't Got No, I Got Life, Hair, Let The Sunshine In, riadattate da una straordinaria Elisa alla direzione musicale, sono rigorosamente in lingua originale. Le coreografie sono di David Parsons, geniale coreografo americano, la regia ha la firma di Giampiero Solari.

Un rituale, una celebrazione estatica, una protesta, un happening, una commedia, una tragedia, Hair rompe ogni regola teatrale, come i suoi protagonisti, gli hippies, ruppero ogni norma sociale stabilita.
Sono passati 40 anni dal 1968 e dal debutto di Hair a Broadway, e il primo e unico Love-Rock Musical mantiene intatta la sua travolgente forza musicale e la sua freschezza originaria portando nei teatri di tutto il mondo il suo messaggio di pace.
In Hair troviamo temi di straordinaria attualità; la protesta contro la guerra, contro l’intolleranza, la brutalità e la disumanizzazione della società. L’amore, la felicità, la libertà come una possibile alternativa. Il messaggio di Hair trascende ogni barriera generazionale o culturale per diventare  messaggio universale.
( http://www.hairthemusical.it/ )

AL DEBUTTO finì in tribunale perché «offendeva». Turbava il comune senso del pudore, con i ballerini maschi femmine gay, bianchi e neri nudi in scena; venne invocata la censura per canzoni che parlavano testuali di sodomia masturbazione cunnilingus; fìtti sotto accusa per «oltraggio alla bandiera»; scandalizzava perché in scena si cantava dell'hashish e sopratutto perché nessuno dei protagonisti considerava bello o giusto o glorioso prendere e partire per andare laggiù, a uccidere e a farsi uccidere. Dava talmente tanto fastidio, quel musical, che rifurono minacce di morte indirizzate agli attori, persino bombe piazzate negli alberghi dove lungo la tournée statunitense alloggiava il cast.
Era il 1968, erano gli Stati Uniti del 1968: quarant’anni fa Hair lasciava New York per conquistare il mondo, forse anche per cambiarlo. Si apriva con parole che invocavano chiarissime la certezza, la fiducia nel momento in cui esisterà la pace: «Quando la luna .vira nella settima casa e giove si allineerà con marte — vabbè, l'astrologia era un po' il pallina degli autori — allora la pace guiderà i pianeti e l'amore guiderà le stelle». Sarà l'alba dell'era dell'Aquario, Aquarius. Nel 79 «Hair » divenne un film, alla regia Mìlos Forman, John Savage nel ruolo del campagnolo Claude, Beverly D'Angelo in quello di Sheila e Treat Williams quale dirompente, indimenticabile Berger, dionisiaco eror hippy e incomprensibile vittima di guerra; anche Madonna e Springsteen parteciparono al casting, ma Forman non li scelse. Scelse invece per le coreografie, l'estro di Twyla Tharp, e per un “cameo”, nel ruolo di un generale, il mitico Nic Ray. Ovviamente anche nel film gli attimi in cui risuonava fortissimo il coro di «Aquarius» erano i più colorati, i più pieni e vibranti; ma ecco che a restare scolpita negli occhi è pure la luce cupissima di quall'altra alba, l'alba che porterà alla morte, in Vietnam, di Berger e insieme a lui i sogni, la libertà.
IN ITALIA, una delle primissime trasposizioni del musical, nel 70, vide in scena insieme Renato Zero, Loredana Berté, Teo Teocoli e Mita Medici. Sono passati quasi quarant’anni. Non risulta che la pace guidi i pianeti. Non multa neanche che si sia smesso di invocare censure per spettacoli che non piacciono». Piuttosto qui da noi, recentemente, «Aquarius» rimbombava in tv quale colonna sonora di uno spot di un'acqua minerale. ( Di Chiara Di Clemente )

                                                                     IL FILM      film hair

 

 

 

la grande musica è stata dovuta al fatto che i musicisti si facevano di brutto

the wall 
 
 
 
Per caso ho letto un post a proposito del fatto che la grande musica che ha fatto epoca è stata dovuta al fatto che i musicisti "si facevano di brutto" ...sono rimasta lì perplessa, incerta sul rispondere (naturalmente chi mi conosce bene sa che poi ho risp)...
Non dico che c'è da sorprendersi nel trovare certi filoni di pensiero, ma sono stata freddata dal modo in cui queste cose erano scritte, io l'ho intesa come un dover ringraziare la droga per aver fatto sì che si creasse la grande musica e ciò lo trovo quanto meno offensivo per le grandi menti che hanno dato vita a capolavori senza tempo nel panorama musicale.
E' la genialità di tali menti ad averci reso qualcosa di unico, menti di persone dall'animo inquieto e tormentato, che hanno conosciuto a fondo la sofferenza, devastati dalla cruda consapevolezza del mondo circostante, sofferenza che li ha resi tanto sensibili quanto labili, sensibili al punto da sfiorare la genialità folle fino a dar corpo a melodie ritmi suoni e testi indescrivibilmente straordinari e labili al punto da essere spinti a trovare rifugio nelle droghe per mettere il controllo di sè stessi nelle mani di qualcosa di esterno alla propria persona, perchè troppo stremati dala vita per riuscire a farlo da sè o più semplicemente per evadere da una realtà inaffrontabile e crearne una migliore seppure per qualche minuto...
la creazione della grande musica va ben oltre stati temporanei di alterazione della coscienza, parliamo di gente che avvcinandosi ad un microfono, una chitarra o una batteria riesce a far rabbrividire dall'emozione, ti ipnotizza trasmettendoti vere e propri sensazioni, oltre che psichiche, fisiche incredibilmente e inspiegabilmente piacevoli...
 tutto ciò può essere diretta conseguenza della loro stravaganza ed eccentricità, dettate da profonda inquietudine interiore che albergava in loro per svariate ragioni, ma non può essere conseguenza della droga, jim morrison o syd barrett rimangono tali con o senza droga, freddie mercury o jimi hendrix non avevo bisogno di sostanze x dare quello che davano...possiamo dire ke la droga con la musica con la emme miauscola discendano insieme da profonde devastazioni interiori ma non che la prima sia causa della seconda, così potremmo tutti essere i pink floyd o i doors con qualche pasticca di lsd o qualke dose di eroina, non credo che nessuno di noi pensi seriamente questo, scindiamo le cose, non è così semplice la formula, rendiamo omaggio a queste icone musicali senza tempo conferendogli una genialità ineguagliabile...
 spero di non essere accusata della solita "psicologizzazione" nè di moralismo, perchè esula da ogni mia pretesa, soprattutto se concludo dicendo che la droga non c'ha dato i grandi musicisti piuttosto ce li ha tolti troppo presto...
 
 
a questo proposito se vi capitasse di guardare The wall dei pink floyd, vi invito ad andare oltre la solita storia che è frutto di una psichedelica visione della realtà, c'è ben altro in quel film e la spettacolarità di ciò che rendono le immagini e le musiche cela contenuti tristi e inquietanti che si intersecano magistralmente tra temi politici,sentimentali ed esistenziali ottenendo una miscela che si rivela di una bellezza che riesce a sconcertare...
secondo voi una droga riesce a dar vita a tutto ciò???
 
 
 

Per tutti gli esseri umani che hanno dimenticato di esseri tali ...

 
 
 
 
 
Two, one two three four
Ev'rybody's talking about
Bagism, Shagism, Dragism, Madism, Ragism, Tagism
This-ism, that-ism, is-m, is-m, is-m

All we are saying
is give peace a chance
All we are saying
is give peace a chance

C'mon
Ev'rybody's talking about Ministers,
Sinisters, Banisters and canisters
Bishops and Fishops and Rabbis and Pop eyes,
And bye bye, bye byes

All we are saying
is give peace a chance
All we are saying
is give peace a chance

Let me tell you now
Ev'rybody's talking about
Revolution, evolution, masturbation,
flagellation, regulation, integrations,
meditations, United Nations,
Congratulations

All we are saying
is give peace a chance
All we are saying
is give peace a chance

Ev'rybody's talking about
John and Yoko, Timmy Leary, Rosemary,
Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper,
Derek Taylor, Norman Mailer,
Alan Ginsberg, Hare Krishna,
Hare, Hare Krishna

All we are saying is
give peace a chance
All we are saying
is give peace a chance...
 
 
                            Give Peace a chance
 
                                                    John Lennon
 
 
...difficile non farsi scoraggiare da come gira ultimamente il mondo, ma io non voglio cambiare perchè tutto quello che mi circonda mi induce a farlo, non voglio far sì che si dissolvano i miei ideali,i miei desideri,le mie speranze e quindi me stessa,anche se gli eventi e le persone posson esasperarmi al punto da farlo diventare inevitabile...non voglio ginugere a farmi sopraffare dal cinismo per riuscire a non morire...voglio proseguire per quella che so essere la mia strada, benchè sembra che la stessa mi ostacoli il cammino...voglio dare un'occasione a me stessa...non voglio adattarmi a quello che ho intorno, voglio che io sia io nonostante tutto, perchè io non voglio sopravvivere...io voglio vivere...
                                       

Omaggio a massimo

 

Image Hosted by ImageShack.us"Eccomi qua, io sono sua maestà il Napoletano Normale. Nessuno se lo aspettava un napoletano timido, che parla sottovoce…forse per questo faccio ridere."

                                                                                                                           Massimo Troisi

 

Mi ha colpito qsta poesia ke ho trovato:

A Massimo Troisi

Non so cosa teneva "dint’a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.

Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.

La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o’ saccio, ’naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio,
era come ascoltare del buon Jazz.

"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Hollywood!

Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino.

O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell’amato San Gennaro.

...tutto diventa possibile...

 
 
 

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" Se tracci col gesso una riga sul pavimento,è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perchè non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento,riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con sè stessi,vivere d'amore e d'accordo con sè stessi: allora tutto diventa possibile.

Non solo camminare su una fune, ma anche volare. "

Hermann Hesse

 

 

 

bonnie&clyde

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mi sono venuti in mente subito loro due,bonnie e clyde,nel guardare qst foto ke ho scattato :P

La vita non e' un viaggio . Non è una meta. E' un processo...

 

 

La vita non e' un viaggio . Non e' una meta . E' un processo . Arrivate passo per passo. E se ogni passo e' meraviglioso, se ogni passo e' magico, lo sara' anche la vita . E non sarete mai di quelli che arrivano in punto di morte senza aver vissuto. Perche' non vi sarete mai lasciati sfuggire nulla. Non guardare al di sopra delle spalle degli altri . Guardateli negli occhi . Non parlate ai vostri figli. Prendete i loro visi tra le mani e parlate con loro . Non fate l'amore con un corpo, fate l'amore con una persona. E fatelo ora .Perche' questo momento non durera' in eterno . Sparira' in fretta e non tornera' mai piu'. Tanto di noi passano la vita a piangere sui momenti passati. Troppo tardi! ma c'è un milione di momenti che devono ancora venire.

Osho

 

...imagine all the people living life in peace...

 

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Imagine there's no countries
                    It isn't hard to do
                    Nothing to kill or die for
                               And no religion too
                              Imagine all the people
                                    Living life in peace... 

                                           You may say I'm a dreamer
                                                      But I'm not the only one
                                                        I hope someday you'll join us
                                                               And the world will be as one 

                                                                                                              (...)

                                                                                                                     John Lennon

                                                                                                                      

"Se davvero tutti iniziassimo a immaginare...forse non rimarrebbe il sogno di un sognatore...

Am I a dreamer?! I don't know,however I hope....and imagine..."

chiudete le orecchie

Citazione

Chiudete le orecchie

 Già,chiudetele.

Mai kome nell'arte visiva la parola,skritta o pronunciata,è inutile,ridikola e,se la degni di attenzione,castrante.

Molti,quasi tutti,non kapiskono un quadro di Van Gogh,o non apprezzano Cezanne.

 E' perchè si ostinano a cerkare nella tela quello ke gli dikono esserci.

 Toglietevi dalla testa ke un'artista decida di fare un quadro per farsi kapire,non vi è kiesto,

per cui non fatelo,siete invadenti.

Non bisogna askoltare,non bisogna kapire.Bisogna guardare.

 Siediti,kiudi le orekkie e sostituisci quella tela alla realtà..e sei li,all'ombra di quel pino,su quella strada trai kampi di grano..nella nebbia di Londra.

 Beh,ora sei tu l'artista.Ora sai kosa vuol dire.

Non posso dirti kosa sentirai,quali sogni,quali riflessioni starai facendo.Tu lo sai,ma io non te lo kiedo,non sono le mie.

Nemmeno le sue.

Prima di andartene,dai un'okkiata a kosa hai dipinto..

Chi lo sa...magari avete dipinto la stessa kosa...

Le guide lasciatele a ki vuol essere notato.

come eravamo belli...

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati alla fine degli anni '70 e all'inizio
degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e
discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto,e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con
bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora,
vai a rivederli adesso,vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo
riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk,
Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie
di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni,
armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la
spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua
non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
...hai avuto la fortuna di crescere come un bambino.
 
 
 
                                                 testo tratto da una mail a catena...
                                                            ogni tanto ci si può trovare qlcs di buono rispetto alle solite cazzate...
 

non è nient'altro che una favola...una favola che però lascia fianco a riflessioni concrete...

Un giorno Isao,il dio supremo,aprì le dieci dita delle mani e le distese sull'oceano.
 
Ne caddero alcune gocce e dall'acqua emerse una fanciulla divina,Araminta;
appena la vide le disse: "il mondo ha dimenticato la poesia,ha dimenticato le favole...il linguaggio dell'amore,per questo sei nata,colorerai di fuoco i tramonti,trasformerai la favola in realtà...e la realtà in sogno,poesia."
 
Quindi scomparve in una nuvola di fumo viola.
 
Attimi senza spazio e senza tempo,mentre le prime ombre scivolavano sul suo corpo,solo il mare è testimone della sua nascita.
 
"Deve essere molto triste non credere più in nulla" pensava Araminta,camminando verso il mondo; si trovò all'improvviso in una grandissima piazza piena di gente che correva indaffarata.
 
Salì su di un alto gradino e cominciò a urlare: "Non si è mai troppo grandi per sognare; io sono Araminta e sono in mezzo a voi per ricordare a tutti che la felicità è intorno a noi.
 
Felicità è sorridere agli altri...è svegliarsi una mattina e accorgersi che la vita è tanto bella.
 
Io vorrei che tutti fossero sempre felici e farò di tutto perchè ciò accada.
 
La primavera arriva piano piano e quasi nessuno se ne accorge.